“Anche il volto delle nostre comunità ecclesiali può essere coperto da ‘incrostazioni’ dovute ai diversi problemi e peccati”: per questo serve “un restauro” che le liberi dalle “incrostazioni materiali e morali”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina, i partecipanti all’Assemblea della Riunione delle Opere di Aiuto per le Chiese Orientali (Roaco). “La vostra opera – ha specificato Francesco – deve essere sempre guidata dalla certezza che sotto le incrostazioni materiali e morali, anche sotto le lacrime e il sangue provocate dalla guerra, dalla violenza e dalla persecuzione, sotto questo strato che sembra impenetrabile c’è un volto luminoso”. “Con i vostri progetti e le vostre azioni – l’invito del Papa – cooperate a questo ‘restauro’, perché il volto della Chiesa rifletta visibilmente la luce di Cristo Verbo incarnato. Egli è la nostra pace, e bussa alla porta del nostro cuore in Medio Oriente, così come in India o in Ucraina, Paese quest’ultimo a cui ho voluto che si destinasse una colletta straordinaria indetta nello scorso mese di aprile tra le Chiese d’Europa”. Il discorso del Papa è cominciato con un “augurio fraterno” a padre Francesco Patton, nuovo Custode di Terra Santa, occasione per “esprimere simpatia e riconoscenza a tutti i Frati minori che da secoli garantiscono il mantenimento dei Luoghi Santi e dei Santuari, anche grazie alla Colletta del Venerdì Santo che ogni anno si rinnova, a partire dalla felice intuizione del beato Paolo VI”. L’auspicio di Francesco è che, “con l’aiuto generoso di tanti, siano portati a termine i lavori di restauro della Basilica della Natività e dell’edicola del Santo Sepolcro, anche con il contributo delle altre comunità cristiane”.

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