Il mondo del restauro del patrimonio culturale, in particolare quello architettonico, si sviluppa su di una complessa linea che unisce tradizione e innovazione. I fenomeni di degrado che affliggono le varie tipologie di materiali costituenti il bene dipendono dal naturale decadere del materiale stesso, all’errata o mancata manutenzione, accelerati dai fattori ambientali. La ricerca spinge dunque a sintetizzare e perfezionare i prodotti che vanno a sanificare tali fenomeni e che possano abbattere i costi ed i tempi di manutenzione, rispettando i dettami della teoria del restauro: riconoscibilità, reversibilità, compatibilità e minimo intervento. Da un attento studio, e grazie all’esperienza di Piacenti SpA, attiva dal 1875, i principali fenomeni di degrado che incidono in maniera predominante sulla conservazione dei beni culturali, edifici storici e monumentali, è riferibile a: depositi coerenti/incoerenti, attacchi biocidi, lesioni e microlesioni (quali fessurazioni, crepe, distacchi). Le criticità nell’uso dei materiali negli interventi di restauro è legata alla compatibilità con i materiali originali, la reversibilità, la durabilità, la resistenza alle sollecitazioni meccaniche e/o sismiche, la tossicità per gli operatori e per l’ambiente, questi fattori limitano di fatto l’utilizzo e la sperimentazione di materiali e prodotti che talvolta potrebbero risultare idonei. Il presente progetto si prefigge di studiare e sperimentare soluzioni tecnologiche per il ripristino della funzionalità statica di strutture architettoniche, in legno o in muratura, mediante la realizzazione di nuovi materiali compositi che possono integrare al loro interno sensori (accelerometri, inclinometri, sensori di umidità) per il controllo dell’integrità strutturale finalizzati a garantire la sicurezza e l’efficacia nel tempo dell’intervento eseguito. L’avanzamento tecnologico proposto considera una esaustiva sperimentazione e validazione presso i laboratori di NEXT Technology e del CNR rispettando criteri e canoni di basso impatto per l’ambiente senza pregiudicare la loro efficacia attraverso l’analisi LCA. Gli avanzamenti tecnologici proposti avranno ricadute economiche sia per Piacenti SpA sia per l’intero bacino dei destinatari, pubblico e privato, che hanno in carico la tutela e la salvaguardia del patrimonio, attraverso la riduzione dei COSTI e dei TEMPI DI ESECUZIONE degli interventi di risanamento/restauro delle strutture architettoniche, grazie al progresso tecnologico e al trasferimento di know-how operato dai partner di ricerca coinvolti. Le attività di progetto vedranno un confronto diretto con gli stakeholder interessati all’ottimizzazione delle risorse da stanziare per la manutenzione. I cantieri pilota idonei ai test in situ nei quali il capofila è attualmente coinvolto sono di seguito elencati: Cantiere dei Grandi Uffizi, Firenze; Palazzo dei Vescovi, Pistoia; Fontana dei Leoni, Empoli; Cimitero monumentale delle Porte Sante a San Miniato, Firenze.

Presentazione partner
CENTRO RESTAURI PIACENTI S.R.L.
La Piacenti Spa è un’azienda di Prato che svolge attività di progettazione ed esecuzione nel campo del restauro e della conservazione di edifici tutelati, complessi monumentali e beni di interesse storico artistico.

NEXT TECHNOLOGY TECNOTESSILE

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE, ISTITUTO DI SCIENZE
DEL PATRIMONIO CULTURALE (CNR-ISPC sede di Firenze)
L’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche , in particolare lasezione di Firenze (già Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali) svolge attività di ricerca e sviluppo nell’ambito della conservazione e valorizzazione di beni culturali. CNR-ISPC ha competenze fortemente multidisciplinari (tra i suoi ricercatori ci sono chimici, geologi, biologi, ingegneri, architetti), che lo portano a seguire un approccio olistico alle problematiche del settore. Ha una fitta rete di collaborazioni nazionali e internazionali con istituti CNR, Università e altri enti pubblici e privati preposti alla tutela e conservazione dei Beni Culturali. Si occupa prevalentemente di caratterizzazione e interpretazione archeometrica, individuazione dei meccanismi di degrado, sviluppo di protocolli analitici e di conservazione, come anche di valorizzazione e fruizione di manufatti di interesse culturale e del loro contesto di conservazione. Sul fronte dello sviluppo strumentale, significativo il suo impegno nello sviluppo di strumenti e metodologie per la conservazione con aziende presenti sul territorio, ma anche estere. Le competenze e le linee di ricerca di CNR-ISPC ben si inquadrano nelle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale proposte dal progetto completando il quadro di competenze tecnologiche e quello tematico. La strumentazione di dotazione di CNR-ISPC ha un’importanza strategica e cruciale nell’ambito del progetto sia in fase di studio e sviluppo del prototipo sia nella fase di validazione e definizione di protocolli. Accanto alla strumentazione tipica dei laboratori dedicati alla caratterizzazione materica dei beni culturali (microscopi petrografici, XRD, ESEM-EDX e altro) CNR-ISPC possiede anche un folto numero di strumenti portatili (FT-IR, FORS UV-Vis-NIR, XRF, fotogrammetria, SfM 2D/3D, tecniche di imaging UV-Vis-IR, sensori per la misura di parametri chimico-fisici – contenuto di umidità, contenuto di sali, coesione superficiale e interna con UPV e rebound). CNR-ISPC ha all’attivo numerosi progetti di R&D in ambito regionale, nazionale ed internazionale.

Workflow del progetto