A Parigi “Le meraviglie della Natività”

La mostra “Le meraviglie della Natività”, che racconta il lungo lavoro di restauro portato avanti dalla ditta Piacenti di Prato nella Basilica di Betlemme, ha fatto un’importante tappa: alla sede dell’Unesco di Parigi, dove è stato possibile ammirarla dal 12 al 28 ottobre 2022. All’inaugurazione, fra le varie personalità, ha presenziato Audrey Azoulay direttore generale dell’Unesco.

 «Per un restauratore, un archeologo o un amante dell’arte – ha spiegato Giammarco Piacenti, ad dell’azienda – è uno dei sogni più desiderati della vita. Noi sentiamo questa esperienza come una ricompensa inaspettata». I lavori sono cominciati nel 2013 e manca poco più del 10% della Basilica ancora da restaurare. La parte più difficile e più delicata su cui lavorare sarà quella della grotta della Natività. I lavori vanno avanti mentre la chiesa è aperta al pubblico. Ogni anno sono più di 2 milioni i suoi visitatori. La bellezza di vivere a Betlemme e a Gerusalemme, conoscere i greco-ortodossi e gli armeni e trovare i francescani nella culla del Cristianesimo – ha aggiunto Giammarco Piacenti – ci ha aiutato a riconoscere e comprendere le nostre origini. La ricerca scientifica e archeologica, il progetto e l’esecuzione dei lavori di conservazione sono il miglior regalo che la Terra Santa potesse offrirci>>.

 

La novità de “Le meraviglie della Natività”, ha visto esposto per la prima volta a Parigi un modello in scala 1:50 della Basilica della Natività di Betlemme, prodotto dal laboratorio DAda-LAB del dipartimento di ingegneria civile e architettura dell’Università di Pavia. Il modello è il risultato di una ricerca condotta sulle pratiche di gestione delle banche dati tridimensionali e sui processi di trasformazione e prototipazione dei modelli digitali attraverso le procedure a stampa 3D per il patrimonio storico e architettonico. La ricerca, di cui responsabile il professor Sandro Parrinello, è stata finanziata dalla Piacenti Spa, impresa che ha condotto i lavori di restauro della basilica. La realizzazione del modello a stampa, al quale hanno partecipato ricercatori del laboratorio coordinati da Hangjun Fu, assegnista di ricerca presso il DAda-LAB, ha richiesto sette mesi di tempo con dieci stampanti 3D impegnate nel processo per un totale di oltre 9370 ore di stampa. Il modello è realizzato in PLA (bio plastica ricavata dal mais) e descrive il complesso della natività mettendo in luce le grotte e l’intero apparato architettonico. Il modello che si scompone su tre livelli e si apre al centro, è stato posizionato su due piedistalli, lungo il percorso della mostra, in modo da consentire al visitatore di attraversarlo fisicamente potendo osservare la complessità degli ambienti e degli apparati decorativi che caratterizzano l’imponente chiesa.

Di seguito riportiamo l’intervento di Giammarco Piacenti al momento dell’inaugurazione.

“Rappresento la quarta generazione di una famiglia, i Piacenti, che opera dal 1875 nel campo del restauro e della conservazione. Dal 2013 la Piacenti ha la fortuna di vivere un’esperienza unica: il restauro della Basilica della Natività. Per un restauratore, un archeologo o un amante dell’arte è uno dei sogni più desiderati della vita. Conoscere le bellezze artistiche, monumentali e archeologiche di uno dei pilastri religiosi del mondo può cambiarti la vita.  Noi della Piacenti sentiamo questa esperienza come una ricompensa inaspettata. La bellezza di vivere a Betlemme e a Gerusalemme, conoscere i greco-ortodossi e gli armeni e trovare i francescani nella culla del cristianesimo ci ha aiutato a riconoscere e comprendere le nostre origini. La ricerca scientifica e archeologica, il progetto e l’esecuzione dei lavori di conservazione sono il miglior regalo che la Terra Santa potesse offrire alla Piacenti.

Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi questa meravigliosa avventura professionale. Ringraziamo le tre Chiese, l’Autorità Palestinese e il Comitato Presidenziale. Un ringraziamento speciale va all’Ambasciata di Palestina presso la Santa Sede per l’aiuto e l’affetto dimostrato durante i lavori. Infine, grazie all’UNESCO per la fondamentale ammissione della Basilica a Patrimonio dell’Umanità, consentendo alla Palestina di mostrarla al mondo in tutto il suo splendore. Ci auguriamo che questa mostra apra il cuore dei visitatori alla bellezza del luogo in cui Dio ha toccato la terra”.