LECCO – Lecco sta cercando da tempo una nuova ridefinizione della città e l’appuntamento del Fuorisalone Meci con i suoi progettisti di alta caratura ha rappresentato un buon momento di scambio di buone idee. Alla serata voluta dalla vulcanica nuova presidente dell’ordine degli architetti lecchese Giulia Torregrossa si potevano incontrare Gianmarco Piacenti, il restauratore della Basilica della Natalità a Betlemme, uno dei più antichi edifici di culto del Cristianesimo oppure il giovane Luca Romeo che rivisita il cemento associandolo alla pietra e predilige le riqualificazioni di edifici esistenti.

Piacenti rifugge dai discorsi roboanti e un un po’ fumosi delle archistar: è con semplicità che spiega come si riesce a vincere un concorso internazionale di restauro della portata della basilica di Betlemme. “In una ricerca su internet abbiamo visto la proposta. Sulle prime avevamo qualche difficoltà col porre mano ai tetti in piombo, una tecnica diffusa negli edifici antichi del Nord Europa, ma non da noi, ma siamo riusciti a trovare il modo di lavorare anche su questa componente, alla fine avevamo sulla valutazione tecnica complessiva 12 punti di vantaggio sugli altri candidati. Nonostante questa supremazia non eravamo i più esosi, perché nel tempo lo studio ha costruito al proprio interno competenze che altri progettisti devono acquistare all’esterno, alzando il loro livello di costi”.

Viene spontaneo chiedersi se non gli siano tremate le vene a mettere mano alle capriate di una chiesa così importante per tre religioni (ortodossa, cattolica e armena)del Cristianesimo, avendo addosso una grande responsabilità carica di storia secolare. “Ci sentivamo sicuri, l’unico momento in cui mi sono emozionato è stato al cospetto dei vertici delle tre Chiese il giorno della firma del contratto. Poi ti butti dentro al progetto che assorbe tutta la tua attenzione”.

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