L’angelo scomparso è stato ritrovato: è l’ultima scoperta fatta nella Basilica della Natività a Betlemme durante i restauri condotti dalla azienda italiana Piacenti. Gli angeli erano sei, poi durante i restauri, Silvia Starinieri, una restauratrice che ci stava lavorando da diversi mesi, ha scoperto il settimo nascosto dietro lo stucco.
L’angelo si aggiunge così agli altri mosaici della Natività, il luogo dove secondo la tradizione sarebbe è nato Gesù Cristo.

Un’oasi di pace nel conflitto. Nella basilica della Natività di Betlemme, un gruppo di oltre 20 restauratori italiani sta lavorando con passione per farla tornare al suo splendore. «Siamo una colonia», scherza Silvio Sciortino 26 anni, in tasca una laurea in conservazione e restauro all’Università di Palermo. «Qui a Betlemme mi sembra di essere a casa», spiega il giovane alla sua prima esperienza in un Paese mediorientale.

«Appena arrivato, i colleghi toscani mi dicevano: stai attento! Ma io mi sono ambientato subito. In fondo sia Betlemme che Palermo sono due città-mercato». Molte le cose in comune, in effetti, tra cui la bellezza sbalorditiva dei mosaici che pure presentano delle peculiarità. «Ogni giorno – racconta, inerpicato sulle impalcature, Alessandro Biagioni, 28 anni, fiorentino – facciamo piccole scoperte che ci avvicinano a un’epoca passata, all’effetto che si voleva dare ai pellegrini». Lo splendore dei colori, i particolari dei volti degli apostoli nelle scene della navata centrale che riprendono il Nuovo Testamento. Colpiscono, come gli effetti speciali del cinema digitale, gli angeli bagnati dalla luce che loro stessi indicano con le mani dirette verso le ampie finestre. I piedi alzati in movimento, come se potessero muoversi davvero e uscire dalle migliaia di piccole tessere di vetro laminate in oro in cui sono incastrati da 950 anni.
Il progetto era stato presentato l’11 maggio scorso (come aveva riportato Avvenire) presso la Delegazione di Terra Santa a Roma da fra’ Eugenio Alliata.

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