E’ italiana l’impresa di restauri che ha risanato dalle infiltrazioni d’acqua e che sta riportando al suo antico splendore la Basilica della Natività a Betlemme, in Palestina. Vi lavora da tre anni. E dopo aver sistemato la copertura in piombo e le capriate in legno del tetto, restaurato i prospetti esterni, il nartece e i mosaici e riportato alla luce un settimo angelo, fino a ieri non visibile, ora si appresta a un altro triennio di opere per rinnovare duemila metri quadrati di pietre esterne, circa 50 colonne interne e i pavimenti, con mosaici ancora da riportare pienamente a galla. Oltre a questi lavori è anche in programma una delicatissima – in termini di impatto sulla Basilica e sui restauri – posa di impianti elettrici e di illuminazione.

Protagonista di questo intervento – a ragione definito “epocale” perché da secoli non si metteva mano alla Basilica, e voluto dall’autorità nazionale palestinese che ha messo a disposizione risorse proprie e raccolto finanziamenti internazionali e di privati, anche musulmani – è la Piacenti, di Prato, azienda che affonda le sue radici nell’attività artigiana nel legno e nell’ebanisteria avviata da Vincenzo Piacenti nel 1875.

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