La prima fase dei lavori terminerà a marzo. Il restauro della Basilica della Natività di Betlemme, in Cisgiordania, è in corso. Il luogo è senz’altro di alto valore simbolico: si tratta di due chiese e di una cripta, la Grotta della Natività, dove, secondo la tradizione, è nato il Salvatore. Meta di pellegrinaggio, dal 2012 è un bene tutelato dall’Unesco.

I lavori si sono resi necessari per i danni provocati da infiltrazioni d’acqua piovana dal tetto al legno sottostante (la copertura in piombo risale al 1478), alle pareti, alle colonne e ai mosaici della struttura. Un’operazione complicata, cui partecipano sia la Pilosio Spa di Tavagnacco (Udine) che la Piacenti Spa di Prato. La prima, player del settore ponteggi e casseforme, fornisce le strutture provvisionali per l’intervento di ripristino del monumento; operazione realizzata dalla seconda, specializzata nel restauro di beni storici e artistici, quali manufatti e strutture legno e policrome, affreschi e pitture murali, lapidei, dipinti su tavola e tela.

«Non forniamo solo i ponteggi multi-direzionali, necessari al rifacimento della copertura – afferma Dario Roustayan, ad della Pilosio –, piuttosto, abbiamo studiato la soluzione ingegneristica più appropriata per consentire alla Piacenti di operare. Perché in questi ultimi tre anni, la nostra società ha cambiato modello di business. Da azienda che distribuiva materiali a terzi a società di ingegneria che studia soluzioni per costruttori e restauratori. D’altra parte, il portafoglio del 2008 valeva 36 milioni di euro; oggi un milione e mezzo. Mentre la nostra azienda funziona: 150 dipendenti e 40 milioni di fatturato l’anno, con una quota estera pari all’82%. Nel 2010 era pari al 10%. Di fronte alla crisi, siamo andati alla ricerca di mercati in crescita. Per esempio, quest’anno abbiamo realizzato una commessa da 17 milioni di euro in Arabia Saudita».

I lavori per la Basilica valgono circa 2,5 milioni di euro; in una prima fase, si realizza la nuova copertura; nella seconda, che terminerà alla fine del 2014, si interverrà sui mosaici. Secondo Giammarco Piacenti, titolare dell’azienda toscana «il tetto ha la funzione di unire le pareti, tramite le capriate, con un sistema di catene di contenimento che hanno anche funzione antisismica». L’intervento ha implicazioni tecniche innovative. Secondo Marco Calvelli, titolare della CMW Engineering, società partner della Pilosio e responsabile del progetto «la struttura è autoportante, vista l’impossibilità di interferire con le murature esistenti. I punti di appoggio a terra sono stati ridotti e la copertura scarica quasi interamente sul ponteggio interno a cui è collegata tramite le finestre della navata centrale».

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