Parla Giammarco Piacenti, a capo dell’azienda toscana che dal 2013 sta realizzando il consolidamento del complesso monumentale patrimonio dell’Umanità che custodisce la grotta in cui Maria diede alla luce Gesù. “Ora stiamo intervenendo sulle colonne e le pitture crociate dell’epoca del regno di Gerusalemme ma sotto il pavimento si cela ancora un incredibile mosaico”.

“Fa riflettere che, mentre nel medio Oriente sembra che tutto venga distrutto, qui a Betlemme qualcosa viene conservato, riabilitato e rivalorizzato”. E’ orgoglioso del suo lavoro Giammarco Piacenti, che parla con la passione di chi fa un mestiere che ama. Dal 2013 la sua azienda, la Piacenti spa, è a Betlemme per occuparsi del consolidamento e il restauro della basilica della Natività, simbolo universale per la cristianità, patrimonio universale dell’Unesco, eretto intorno al 330 dall’imperatore Costantino e da sua madre Elena, nel punto in cui i fedeli, e poi gli storici, ritennero di aver individuato la grotta in cui Maria diede alla luce Gesù.

“Siamo qui dal 2013, dopo aver vinto una gara d’appalto internazionale a cui hanno partecipato dodici gruppi” prosegue Piacenti. “A oggi abbiamo restaurato parte dell’imponente tetto a capriate, 130 metri quadrati di mosaici su 200, intonaci, pietre, e realizzato vari interventi strutturali”. Per capire la vastità dell’intervento, basta qualche cifra: 2.800 metri quadrati di ponteggi, 20 tonnellate di legno antico, 200 chili di resina per legno, 55 mila viti solo per il tetto.

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